Chiara Poggi, delitto Garlasco: processo da rifare. La sentenza della Cassazione

stasi_garlascoLa Cassazione, con la sentenza 44324/2013, ha stabilito che il processo per l’omicidio di Chiara Poggi uccisa nella villetta di via Pascoli a Garlasco, il 13 agosto 2007, è  da rifare perché la ricostruzione dei fatti, così come è stata fatta, “non consente di pervenire ad un risultato, di assoluzione o di condanna, contrassegnato da coerenza, credibilità e ragionevolezza”.

Per l’uccisione della studentessa unico imputato nel processo è sempre stato l’ex fidanzato Alberto Stasi, per altro sempre assolto sia in primo che in secondo grado. In particolare, la prima sezione penale, spiega il perché lo scorso 18 aprile, ha disposto un nuovo esame del caso davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Milano.

Nelle cento pagine di motivazione depositate oggi, piazza Cavour punta il dito sulla “sottovalutazione delle incongruenze del racconto di Stasi e delle sue omissioni narrative relative al giorno del fatto”, e bacchetta il giudice di merito perché nelle motivazioni con sui Stasi è stato assolto dall’accusa dell’omicidio dell’ex fidanzata “non esprime le ragioni della ritenuta veridicità e credibilità del dichiarante”.

La Cassazione, dunque, impone un nuovo esame degli indizi perché, per dirla con la relatrice Angela Tardio, “non c’è stato un approccio coerente alla prova indiziaria”. Per inciso poi, piazza Cavour, dice che nonostante due giudizi assolutori, la motivazione non è “inattaccabile”.

Da qui la decisione di disporre un Appello bis del caso davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Milano che “applicando, seguendo un corretto e compiuto percorso metodologico, i criteri di valutazione della prova indiziaria, svolgendo una nuova verifica delle richieste istruttorie e assumendo eventuali ulteriori prove ritenute rilevanti per la decisione, dovrà procedere a nuovo giudizio, in piena autonomia di apprezzamento, ma con motivazione completa e immune da vizi logici e giuridici, comprensiva dell’analisi valutativa di ogni elemento conoscitivo acquisito al processo che sia collegato ai punti considerati e, comunque, correlato e/o conseguente alla loro verifica e valutazione probatoria e della verifica della resistenza del risultato probatorio a spiegazioni diverse e a ipotesi ricostruttive alternative”.

La Cassazione chiarisce che laddove l’Appello bis “pervenga a una decisione di condanna dell’imputato” la famiglia di Chiara Poggi a quel punto dovrà essere risarcita.

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Fonte: IlSole24Ore.it

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