Afterhours, tutto pronto per il festival “Hai paura del buio?”

afterhoursMeticciare, fondere, mescolare le carte: nel segno dell’assoluto crossover è l’ultima avventura degli Afterhours, band di lungo corso del rock italiano . «Hai paura del buio?» dal titolo di un loro fortunato lavoro di quasi quindici anni fa, è infatti il festival itinerante che, dopo i due round di Torino e Roma, approda mercoledì a Milano, all’Alcatraz, dalle 19 in poi. E appunto vi si incontreranno musica (gli After sì, ma anche il Teatro degli Orrori, Marta sui Tubi, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, Piero Pelù, ecc.); teatro (Antonio Rezza); letteratura (Paolo Giordano); danza, performance e quant’altro.

 

 

 

 

Noi ve ne presentiamo un estratto in anteprima assoluta, sorta di best of delle prime due puntate. E sembra un’operazione antica, di marca’70, le arti che si incontrano come non s’usa fare più. «Sembra, in realtà lo spirito che vogliamo emulare – spiega Manuel Agnelli, anima prima degli Afterhours– è quello dei tanti teatri occupati, dove abbiamo suonato, di quest’ultima stagione, dal Valle di Roma al Coppola di Catania. Luoghi che assomigliano ai centri sociali degli anni’ 90 in quanto a sperimentazione. Ma senza la cappa ideologica di allora».

L’idea di Manuel è quella di promuovere «la cosiddetta cultura “bassa”. Questo festival ha un valore politico perché si accompagna a tutta una serie di iniziative che stiamo facendo perché le istituzioni si accorgano che fare cultura non è interessarsi soltanto a Pompei e alle Università: al Ministero non esistono commissioni che si occupino di teatro o musica.».Ma il titolare del dicastero, Massimo Bray, sembra essere un interlocutore per gli Afterhours: «Non è un politico puro e viene dall’esperienza della “Notte della Taranta”, entertainment popolare, quindi sa bene quali sono i problemi della nostra categoria: il musicista deve essere riconosciuto come un professionista, esattamente come avviene in altri paesi».

ESCLUSIVA, GUARDA L’ANTEPRIMA DEL FESTIVAL

Un’azione in questo senso pare quella della misura contenuta nell’ultimo Decreto promosso dal ministro, il Valore Cultura, che semplifica notevolmente l’organizzazione di concerti per locali sotto le duecento persone : «Questo – spiega Agnelli – aiuterà i padroni dei club a favorire i gruppi emergenti e a non puntare esclusivamente sul guadagno sicuro delle coverband o di gruppi già noti come il nostro: perché non dovranno più passare per 7-8 uffici a chiedere permessi (con relative spese), ma basterà uno sportello unico».

Questo a livello nazionale: ma è anche la dimensione locale a interessare Manuel Agnelli e gli Afterhours. Nella fattispecie, Milano. E soprattutto il sindaco che la band insieme ad altri sostenne decisamente nel maggio 2011, con il famoso concerto della Stazione Centrale: «Già, non fu irrilevante il contributo del mondo dello spettacolo e della notte all’elezione di Giuliano Pisapia. Molte delle promesse che aveva fatto (meno legacci burocratici per la musica; più licenze per i club; orari più flessibili) non sono state però mantenute. Il sindaco più volte ha detto: “Se non rispetto i programmi tiratemi la giacca” . Tranquillo che gliela tireremo».

Intervista pubblicata sul Corriere.it il 29 ottobre 2013

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